Attività "teatrale scientifica" sul grande scienziato dell’antichità, “Archimede”: uno "script" utilizzato per una recita



EUREKA, WOW!
   
(PRESENTAZIONE)

Le notizie che disponiamo sulla vita di Archimede sono oltremodo scarse.
Archimede si presuppone sia nato a Siracusa nel 287 a.C. Il padre è probabilmente un astronomo di nome Fidia, discendente dagli antichi re della città e parente del tiranno di Siracusa Gerone II. La madre, invece, è una schiava.
Archimede, dopo aver avuto la prima formazione a Siracusa, si reca al Museo di Alessandria di Egitto, allora il più grande centro culturale esistente. Ha come maestro Conone di Samo, grande matematico e probabilmente discepolo di Euclide. Conclusi gli studi nella capitale egiziana, lo scienziato  torna a Siracusa.
Compie diversi viaggi in vari paesi, tra cui forse la Spagna. Tornato a Siracusa, Archimede si dedica alla sua attività teorica e pratica, come matematico puro e tecnico, capace delle più geniali realizzazioni meccaniche.
Si mantiene in corrispondenza con Conone al quale invia i problemi geometrici che via via scopre, perché lo scienziato trovi le dimostrazioni e le faccia conoscere nell’ambito del Museo ad Alessandria d’Egitto.
Dopo la morte di Conone, probabilmente, comincia a scrivere le sue opere matematiche, che invia a vari scienziati di Alessandria .
Le opere che riteneva tra le più significative sono:

SULLA SFERA E SUL CILINDRO, SULLE SPIRALI, SULL’EQUILIBRIO DEI PIANI, GALLEGGIANTI, MISURA DEL CERCHIO, CONOIDI E SFEROIDI, METODO SUI TEOREMI MECCANICI.






                                             I SCENA  
    
                                             (La Leva)


Narratore           Ecco Archimede e la sua leva; la leva con cui ha sollevato il mondo: si lo so, è un po’ bizzarro ma la storia lo è ancora di più…state a guardare

Archimede         Un punto…mmm…si..mi serve un punto….datemi un punto d’appoggio e vi solleverò il mondo!

Narratore            E così Archimede continuava a ripetere ogni volta perfino a casa…
  ( Entra in scena la Cameriera)

Archimede          Datemi un punto

Cameriera           Ma si lo sappiamo e ci solleverà il mondo!

Archimede          No signora…mi si è scucito il vestito… non vede? Me lo deve subito ricucire!

Cameriera            Vado subito a prendere ago e cotone

   (Esce di scena la Cameriera)
Narratore              ….Anche al Bar…
  (Entra in scena il Cameriere)

Archimede          Signor Cameriere…mi dia un punt…

Cameriere            Oh si lo sappiamo….e ci solleverà il mondo….questa frase è vecchia: cerchi di rinnovarsi Signore


Narratore            Così  il povero Archimede non poté  mai più gustare il Punt e Mès.
                           Egli era un uomo di cultura e si occupava di stampa.
    ( Entra in scena il tipografo)

Archimede          Vorrei un punto!

Tipografo           D’appoggio?

Archimede          Ma no esclamativo!

Tipografo             Per fortuna!

Narratore                Non bisogna mai dimenticare che lo scienziato era una persona un tantino sbadata
  (Archimede intento a fare i suoi calcoli  inciampa e cade per terra)

Tipografo            Oh Dio! Si è rotta la testa! Vado subito a chiamare il medico!
   ( Entra in scena il medico)

Archimede          Oh santo cielo …. Mi dia un punto mi sono rotto la testa

Medico   Oh presto andiamo!

Narratore 2      Il funzionamento della leva è stato applicato in vari oggetti della vita di tutti i giorni: (Sfilano i narratori con gli oggetti elencati) la leva….la bilancia….il piano inclinato….le forbici….le pinze…..la molletta….lo spruzzatore

Narratore 3       Archimede capì che con una leva molto lunga poteva sollevare grossi pesi con il minimo sforzo.

                                                 II   SCENA

                                                ( La coclea)


Narratore      Con queste prodezze Archimede divenne famoso, e la gente capì che la scienza non era un passatempo, ma che poteva essere applicata nella vita di tutti i giorni.
Chi apprezzò all’epoca le sue doti di grande inventore fu Gerone il tiranno di Siracusa. Eccolo a colloquio con Fidia il padre di Archimede.


Gerone      Caro Fidia, tuo figlio Archimede è appena giunto da Alessandria?

Fidia          Si, maestà ed ha imparato moltissime cose.

Geone        Per quale motivo è andato così lontano? Forse qui a Siracusa non disponiamo di così bravi Maestri?

Fidia          No, certo, sire, ma il più bravo di tutti, Euclide, vive ed insegna ad Alessandria d’ Egitto.Un suo alunno Conone di Samo è il maestro di Archimede!

Gerone            ( rivolto a due guardie)  Guardie andate da Archimede e conducetelo subito qui.
( Entra Archimede condotto dalle guardie)

Gerone                Ho saputo che sei bravo a mettere in pratica le tue conoscenze, Archimede. Potresti renderti utile al nostro popolo, per irrigare i campi con l’acqua del fiume? E’ un lavoraccio per i nostri contadini!

Archimede               Ho già in mente quanto  servirà per loro!... Sì ed è molto semplice! …Basta prendere una vite senza fine ed immergerla nelle acque del fiume!

Gerone             E non c’è bisogno di uomini o di animali per far girare la vite, come è possibile? Come si può rendere meno faticoso il lavoro dei campi?


Archimede          E’ semplice… provate ad osservare!    Basta girare una manovella con poca fatica per far funzionare la coclea.

Narratore      I benefici che il re Gerone ottenne dall’opera del suo scienziato furono veramente proficui per il popolo siracusano. Dalle notizie che ci sono pervenute si sa infatti che Archimede produsse numerose realizzazioni tecniche in tutto l’arco della sua vita


Narratore 4         Dalla vite senza fine siamo passati oggi alla costruzione della mietitrebbiatrice, che serve per tagliare il grano, aspirarlo con la coclea all’interno separando i chicchi di grano dalla paglia e collocandoli in comparti diversi della macchina.

                                               III  SCENA  
   
                     (La leggenda della corona di Gerone)

Narratore        A quei tempi c’era a Siracusa un tiranno di nome Gerone. Era famoso perché non dava mai fiducia a nessuno. Valido esempio di questo suo difetto è la leggenda omonima, la cosiddetta “ Leggenda di Gerone”.
( Entrano in scena Gerone, le guardie e l’orafo)

Gerone     Voglio fare dono agli dei di una corona d’oro. Ho sentito dai tuoi clienti che sei un orafo molto abile

Orafo       Vi ringrazio, sire, ma è l’oro a rendere stupende le mie opere

Gerone     Non fare tanto il modesto! Mi affido a te per la forgiatura della corona. Guardie! ( Le guardie danno un lingotto d’oro all’orafo) Eccoti questo lingotto d’oro purissimo, fondilo e utilizzane ogni minima parte per preparare il dono agli dei.

Orafo      Vi ringrazio per la fiducia donatami, sire. Obbedirò ciecamente al suo ordine.


Gerone       Questo è ancora da vedere….

Narratore     Gerone non si fidava dell’orafo e, quando questi gli portò la corona ultimata, accettò molto l’opera completata.
  ( Entra in scena l’orafo porgendo a Gerone la corona)

Orafo   Ecco, mio re, ho fatto ciò che mi aveva chiesto!

Guardia 1    Lavoro degno di lode

Guardia  2    Dubito che il re apprezzerà il tuo misero lavoro. Ma comunque….

Narratore    La seconda Guardia aveva ragione. Gerone, infatti era convinto che l’orafo l’avesse truffato, tenendo per sé parte dell’oro e aggiungendo alla corona dell’argento. Un giorno il tiranno sentì parlare molto bene di Archimede e lo fece chiamare al suo cospetto.
( Entra Archimede accompagnato dalle guardie)

Gerone      Ho una commissione per te ( mostra la corona). Questa corona d’oro donata agli dei è stata forgiata da un Orafo. Ma io credo che mi abbia truffato, mescolando dell’argento all’oro che gli avevo fornito. A te il compito di capire se la ragione è dalla mia parte.

(Archimede annuisce e tutti escono di scena)

 Narratore        Archimede passò molto tempo a riflettere sul modo in cui coprire la verità. Soltanto quando si immerse in una tinozza piena d’acqua per farsi il bagno, trovò la soluzione al problema.


Archimede      (urlando)  EUREKA!


Narratore          Archimede aveva notato che immergendosi in acqua, il livello della stessa si alzava e capì che ogni corpo cade in acqua ne solleva una quantità pari alla parte del volume immerso. Preparò una corona d’oro purissimo simile a quella forgiata dall’orafo e corse da Gerone per comunicare la sua scoperta.


Archimede    Queste due corone sono identiche , ma solo in apparenza. Immergiamole in acqua e vedremo se l’orafo ha truffato il nostro re.

Guardia 2    Silenzio

Guardia1     Se il re ha avuto questo dubbio vuol dire che è stato illuminato dagli dei!

(Archimede immerge le due corone  in due vaschette) 

Narratore      Archimede immerse in acqua le due corone una dopo l’altra e fece notare che la corona forgiata dall’orafo sollevava più acqua di quella sollevata dalla corona fatta di oro purissimo, perché le due corone a parità di peso avevano un volume diverso perché fatte da metalli diversi.

Orafo            Questo è un affronto alla mia persona

Archimede        Questo sarebbe un affronto alla tua persona, solo se tu non avessi truffato il nostro sovrano. Hai manomesso un dono agli dei, vergognati.

Gerone    Guardie! Imprigionate questo reo!... Ottimo lavoro Archimede, veramente un ottimo lavoro!

Archimede     Grazie dal profondo del mio cuore, mio signore!

Narratore  5    Dopo la grande intuizione di Archimede sul galleggiamento dei corpi, fu formulato il principio che porta il suo nome.

Narratore 6     “ Un corpo immerso in un liquido riceve una spinta dal basso verso l’alto, pari al peso del volume di liquido spostato dal corpo”


                                         IV   SCENA

                          ( La guerra con le catapulte)


 Narratore      Archimede fu incaricato da Gerone di studiare come difendere la città dall’assedio della truppe romane ed lo scienziato  inventò diverse macchine belliche che spaventarono gli assediatori

Gerone     ( Rivolto agli schiavi)  Recatevi da Archimede e portatelo qui subito

Schiavi     Andiamo subito sire.

( Entra Archimede)

Gerone            Affido a te il compito di allontanare le truppe romane dalla città

Archimede        MA…io….Non  sono un guerriero!

Gerone          Tu sei un grande scienziato. Ho sentito dire che hai costruito delle macchine formidabili. Presto sbrigati o sarà la fine per tutti noi! Ed ora dobbiamo cercare di realizzarle al più presto per difendere la città.

Archimede             E va bene le costruiremo. Raduna tutti gli uomini validi, mi servono falegnami, dei  tagliapietra, dei cucitori di pelle, dei fabbri; addestra 500 uomini al tiro con l’arco e porta  le navi al riparo. Rafforza le fortificazioni del porto e blocca l’accesso. Dopo dobbiamo fare in modo che sia tutto pronto quando arriveranno i Romani o sarà la nostra fine!

                                    (Ballo e musica di guerra)

Archimede    Non sapevo che alla fine dei miei giorni io che amavo la pace ho dovuto preparare la guerra!

Narratore 7       Le rudimentali armi belliche furono fatte costruire da Archimede anche con l’applicazione del principio della leva. La catapulta era tra queste.

Narratore 8        ( Mostrando la catapulta in legno)  La forza della catapulta era fornita dalle corde ritorte. Il cucchiaio si posizionava orizzontalmente, lo si caricava rilasciandolo e facendolo urtare contro il ponticello. Questo,azionato come una leva, lanciava il proiettile molto lontano fino a circa 500 metri di distanza.

Narratore 9              I sofisticati meccanismi con ruote dentate e leve, architettati da Archimede gli permisero di sollevare pesi enormi come le barche girando semplicemente una manovella.                         


                                     V    SCENA   
    
                               ( La morte di Archimede)


Narratore             Durante l’invasione di Siracusa da parte dei Romani, il Console Marcello ordinò di radere al suolo la città ma di lasciare vivo Archimede. Ma qualcuno disobbedì a quell’ordine.

Soldato           Alzati, stupido. Come osi mancarmi di rispetto?!

Narratore        Ma Archimede continuava a fare i suoi calcoli, nonostante l’aspetto deciso e terrificante del Romano.

Soldato             Non hai capito? Alzati

Archimede       Cosa?

Soldato            Credi che io mi lasci prendere in giro così? Vero?

Archimede        Cosa vuoi da me, lasciami finire questi calcoli. Vattene.

( IL soldato lo uccide)

Narratore           Ma come bello attira bello, male attira male. E Archimede, quel giorno non fu l’unico a raggiungere gli dei. Infatti il console Marcello aveva saputo tutto e non esitò a punire l’uomo che gli aveva disobbedito.
( Entra il console )

Marcello     Hai disobbedito ai miei ordini. Come hai osato colpire un uomo di così  grande ingegno


Soldato Ma lui….

(Il soldato viene ucciso dal console)

Narratore  10        Termina così tragicamente la vita di un grande scienziato dell’antichità, che ci avrebbe ancora sbalorditi per le sue geniali doti di FISICO MATEMATICO E TECNICO PRATICO.


                                     VI  SCENA

                            ( La tomba di Archimede)


Narratore      Marco Tullio Cicerone va ricordato anche perché trovò la tomba di Archimede. Vagò a lungo per trovare la lapide dello scienziato, chiese in giro informazioni, ma…

Cicerone       Mi scusi gentil donna mi saprebbe indicare la via per la tomba del celebre scienziato Archimede?

Siracusana       Dubito esista signore


Cicerone    Ne è assolutamente sicura?

Siracusana      No, non ne sono sicura, ma nessuno ha mai trovato le reliquie del mio compaesano

Cicerone      Buono a sapersi

Guardia     Mi scusi sommo Marco Tullio Cicerone ma perché è tanto interessato alla lapide di quel Siracusano?

Cicerone    Ho la mente confusa .Si dice che il console Marcello abbia fatto incidere sulla lapide una sfera inscritta in un cilindro

Narratore       Continuando a vagabondare senza risultati il ritrovamento della tomba sembrava sempre più lontano, finché tra una ricerca e l’altra si mostrò ai loro occhi, come un intervento divino, la tanto ambita lapide.

Guardia      Eccola

Cicerone       Un miracolo! Grazie sommo Zeus!


Narratore        Cicerone, tenendo molto a ciò che era scritto sulla tomba era convinto che avrebbe chiarito il suo dubbio. Tolse la polvere sulla lapide e….

Cicerone      Si legge a mala pena … la scritta è corrosa   il cilindro…la sfera

Siracusana     Eppure  il problema del cilindro e della sfera non è ancora risolto

                                    VII Scena 

                                  GALILEO GALILEI


Narratore 11             Il grande inventore  Archimede viene riconosciuto come l’unico scienziato pregalileiano. Per ben18 secoli non ci furono grandi scoperte! Infatti Galilei ,che è il fondatore del metodo scientifico sperimentale apprezzò molto le invenzioni di Archimede e in particolare la vite senza fine. Così Galei ce la descrive.


Galilei      “ Non mi par che in questo luogo sia da passar con silenzio l’invenzione di Archimede di alzar l’acqua con la vite poiché troveremo che l’acqua ascende nella vite continuamente discendendo”

Narratore    Galileo Galilei era nel suo studio e creava sempre nuove cose. Sul suo tavolo c’erano sempre nuove cose, mappe, attrezzi, pozioni e tante altre cose. Ad un certo punto si sente un rumore fortissimo cade il lampadario rompendosi in mille pezzi.

Assistente          Maestro, Maestro cos’era questo rumore?

Galileo non risponde

Assistente      Maestro che cosa è accaduto?

Galilei        Shh! Non vedi che sto esaminando un nuovo esperimento?

Assistente     Un esperimento? Vedo solo un pezzo di ferro!

Galilei      Taci. Tu non sai distinguere nemmeno se è nato prima un uovo o una gallina…come posso pretendere che tu capisca la genialità di ciò che sto cercando di capire, mi farà diventare tra le persone più importanti del mondo.

Assistente   Ma, non capisco

Galilei    Non avevo dubbi ora andate via, devo concentrarmi perché è tardi

Assistente 2    Maestro cosa fa?

Galilei    Sto facendo l’esperimento col pendolo

Assistente 2     Colpendolo con che cosa?

Galilei      Col pendolo!

Assistenti  Mmm   Galilei è impazzito  Andiamo a chiamare un dottore

Dottore     Maestro come sta,  cosa succede?

Galilei      Bene non lo vede. Come mai questa visita? Sa sono un tantino impegnato, stavo provando il mio esperimento col pendolo

Dottore       Colpendolo…con che cosa?

Galilei            Non lo vede ? E’ il pendolo

Dottore       Ah, con il pendolo dell’orologio!


Galilei       Sì finalmente


Narratore  12       E’ noto a tutti che lo scienziato Galileo Galilei ha inventato il pendolo, osservando semplicemente le oscillazioni del lampadario della Cattedrale di Pisa.

Narratore 13      Galilei fece altre invenzioni oltre al pendolo, il termoscopio, il compasso geometrico, il microscopio. Sostenne la teoria eliocentrica fino a rischiare la vita sul rogo.

Narratore 14   Gentili spettatori, come avete potuto vedere, lo scienziato a volte fa le scoperte per puro caso. Anche noi un giorno potremo forse scoprire nuove cose!


                                               VIII SCENA ( comica)

Per alcuni studenti lo scienziato Archimede è solo un personaggio dei fumetti e non un genio della storia antica. Questi 4 ragazzi ne sono una prova vivente

N.1    Ma che hanno detto? Di Chimede? Il punto? La coché Co..Claudia?

N.2  Chi mi ha chiamato? Ma sono matti?

N.3  Nessuno ma chi era Cincerone?

N2  Io lo so E’ un piatto di maccheroni!

N.4 Hanno parlato di uno scienziato non di cinceroni!

N 1  Ah  chissà cosa hanno detto…non ho capito..Due cerchi.. coclea, sfera, cilindro leva…roba da matti. Non si capisce niente. Forse sarà più facile lavare i maiali o pettinare una giraffa

N.4  Ma cos’era la cocleda?


                                                  



N.3  E’ un verme che paura gira sempre… è sempre vivo….

N.2   Che confusione e che dire dell’oro che galleggia….

N.1  l’oro non galleggia ..va a fondo!

N .4   Si è parlato di guerra… di armi..


Tutti insieme     Signori e signore abbiamo solo scherzato.. noi tutti non vogliamo la guerra ma solo la pace proprio come desiderava il grande scienziato Archimede.

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