Calcolo del volume di un corpo applicando il principio di Archimede


Attrezzature adoperate
Fermacarte, acqua, becher graduato, vaschetta di plastica.

Il corpo in oggetto non ha una forma geometrica ben definita per cui non è facile calcolarne il volume con le sole formule matematiche.
Il problema si risolve realizzando il seguente esperimento.
Esecuzione dell’esperimento:
Si inserisce nella grande vaschetta verde un contenitore più piccolo colmo di acqua fino all'orlo. Lentamente si immerge il corpo nel contenitore.
Per il principio di Archimede ma anche per il principio dell’impenetrabilità dei corpi, il corpo entra nell'acqua e ne fuoriesce una quantità pari allo spazio occupato dal corpo stesso cioè al suo volume.





L’acqua raccolta nella vaschetta verde va versata nel becher graduato.

Se ne raccolgono 140 millilitri.

Da conoscenze matematiche si sa che un millilitro di acqua dolce è pari al volume di un centimetro cubo, quindi il volume dell'oggetto è di 140 cm3
Si osserva che nell’esperimento del calcolo del valore della spinta archimedea di questo stesso oggetto, il peso di questa era proprio di 140 grammi cioè uguale al volume.
Infatti essendo 1 il peso specifico dell’acqua e poiché da calcoli matematici la spinta di Archimede di un corpo che affonda si calcola moltiplicando il volume del copro per il peso specifico del liquido, i conti tornano in tutta la loro precisione: V x ps = 140 x 1 = 140 grammi.
A questo punto risulta facile calcolare, infine, il peso specifico del fermacarte di vetro:
Peso : Volume = 310 : 140 = 2,2 gr/cm3
Si osserva che il corpo va a fondo in acqua perché il suo peso specifico è di gran lunga maggiore di quello dell’acqua.

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