Calcolo sperimentale della spinta archimedea

Calcolo sperimentale della spinta di Archimede di un corpo che va a fondo nell'acqua.
Attrezzature adoperate:
un corpo di vetro (in questo caso un fermacarte colorato), contenitori di vetro, acqua, becher graduato, il dinamometro ( uno strumento di misura costituito da una molla contenuta in un cilindro, che presenta, in maniera ben visibile, la taratura suddivisa in tante tacche, ognuna delle quali ha un valore che aumenta in maniera proporzionale all'allungarsi della molla. Nella parte inferiore è situato un gancio, a cui si appendono i vari corpi da misurare. Lo strumento è sospeso da terra, viene sostenuto dalla parte superiore o con la mano oppure fissato ad un sostegno) .



Esecuzione dell’esperimento:
Si appende il corpo al gancio del dinamometro e si rileva il peso in aria.
Il fermacarte pesa 310 grammi.


Poi si immerge il corpo nell’acqua e si legge il peso sul dinamometro che risulta 170 grammi.

La spinta di Archimede è pari alla differenza tra il primo e il secondo valore dei due pesi rilevati. Concludendo:
310 – 170 = 140 grammi.
Si osserva che nell’acqua il corpo pesa di meno perché ha ricevuto una spinta di 140 grammi dal basso verso l’alto che lo alleggerisce ma che non gli permette di galleggiare perché questa forza archimedea è inferiore al suo peso.

Nessun commento:

Posta un commento

AGGIUNGI UN COMMENTO