Non solo laboratori... La vita è un sogno

Di seguito un'altra delle "mini" sceneggiature per recite scolastiche realizzate durante la mia carriera. Per chi avesse perso le precedenti "puntate" è possibile trovare altri esempi del "teatro scientifico", cliccando qui


                                     LA VITA E’……UN SOGNO


                    PRESENTAZIONE
    
      
-Buona sera a tutti voi,  siamo qui per raccontarvi, attraverso l’arte, la musica e le scene, come una parte del nostro corpo è in grado di pensare, vedere, gustare, ascoltare, provare emozioni, comunicare con gli altri e…farci sognare…
Siamo immersi nel marasma di stressanti stili di vita e perciò non sempre siamo portati a riflettere e ad apprezzare le numerose funzioni che questo potente motore di ricerca umano ci consente di fare.
Avrete certamente intuito di che cosa si tratta:….E’ il nostro meraviglioso (gridando)
                                  CERVELLO!!!!                          
Lo spettacolo sta per iniziare. Vi preghiamo di avere la pazienza di ascoltare con attenzione quanto vogliamo trasmettere e divulgare, perdonare eventuali momenti di emozione , perché grande è l’entusiasmo che abbiamo nell’esporre conoscenze di grande valore culturale, sentendoci protagonisti nella conquista del sapere scientifico.
(Musica sottofondo)

                                       I SCENA
1) Narratore - Gli esseri umani passano un terzo della loro vita dormendo! E’ forse una perdita di tempo? NOO! Esperimenti recenti hanno dimostrato che durante il sonno nel cervello succedono tante cose: si consolida la memoria procedurale e quindi si continua ad imparare qualcosa che abbiamo cominciato ad apprendere durante il giorno.
2) Narratore - Possiamo dire che la nostra esistenza è scandita da tre stati: la veglia, il sonno normale ( detto a onde lente) e il sonno profondo o sonno paradosso caratterizzato dalla fase REM. Dedichiamoci a questa ultima fase: innanzi tutto REM è un acronimo che deriva dalle parole inglesi Rapid-Eyes-Movement - che vuol dire “ rapidi movimenti degli occhi”
3) Narratore - In questa fase, il cervello ha un’attività simile a quella della veglia: gli occhi fanno dei movimenti molto veloci ma tutto il resto del corpo è come paralizzato, in realtà è impegnato a SOGNARE. In media si hanno 4 fasi REM per notte, che durano circa 20 minuti ognuna, con una frequenza di circa 2 ore fra una fase e l’altra. Nelle prime tre fasi si SOGNA, mentre nella quarta sembra che siano presenti più che altro pensieri
4) ( Ragazza REM) -Sognare occupa circa 1/5 del nostro sonno. Un grande neuroscienziato Michel Jouvet ha sostenuto la teoria che durante la fase REM, quando il nostro corpo non si muove e non riceve stimoli dall’esterno, si rinforza la nostra individualità.
( Chi legge finge di dormire al suono di una ninna nanna)
( Fuori campo si sente urlare)- Eh! Buona notte ..Vogliamo continuare questo spettacolo!
Ragazza REM – Oh mi ero addormentata …sognavo…che bello! Stavo volando nella mongolfiera!
5) Narratore - I sogni sono fenomeni soggettivi, diventano realtà solo se li ricordiamo quando ci svegliamo. Il cervello consuma tantissima energia pensando, il sonno ci serve per ricaricarlo di energia. Finita la carica energetica possiamo sognare, poi di nuovo sonno, finché siamo pronti per una giornata di lavoro.
E il CERVELLO è la base di tutti i nostri processi cognitivi come …la VISTA ad esempio….
( Musica sottofondo)
( REM sta dormendo arriva il diavoletto che lo spaventa e nella scena si spengono le luci)
REM -Mamma dove sono ? E’ buio non vedo niente
Sorella REM - Dove siete? Vengo anch’io, non vedo, sono al buio
Angelo - ( si accendono le luci) Oh ecco la luce! Perché avete paura della notte, se Dio accende le stelle ad una ad una e, senza chiamarla, a farci compagnia arriva anche la luna?
REM - Finalmente ..vedo!
Il nonno - E’ tutto chiaro, gli occhi vedono solo oggetti illuminati. E che meraviglia! E’ il nostro cervello che, grazie ai nervi ottici ad esso collegati, registra e memorizza la visione del mondo che ci circonda!
Diavoletto - Se non avessimo gli occhi e la luce saremmo sempre fra le tenebre!
Sorella REM- Cara sorella REM ,stai tranquilla, la luce naturale non finirà, sarà presente per tutta la vita. Ma noi utilizziamo anche la luce artificiale, che spesso potrà mancare, come è successo prima.
Nonno - Miracolosi fotoni… particelle trasportate dalle onde luminose, che colpite gli oggetti e rimbalzate diritte sulle nostre pupille! Nell’occhio la retina fotografa le immagini! I suoi numerosi coni e bastoncelli ci fanno vedere la meraviglia dei colori che in semioscurità, ci appaiono grigi!
Angelo - Felici noi che vediamo!  C’è gente, che non conosce il luccichio del mare…il verde dei prati…e i fiori variopinti…e…e tutta la nostra Terra, madre dei viventi…dispensatrice di acqua…di ossigeno…e di calore, il “fuoco” bello iocundo robustoso e forte…
6) Narratore - Riusciamo dunque ad ammirare i panorami o le bellezze del Creato, grazie al cervello, organo perfetto, un capolavoro di ingegneria. E il racconto non finisce qui….abbiamo appena cominciato a descrivere le sue portentose funzioni.
7) Narratore -Pensate che in una minuscola parte del nostro orecchio, grande quanto un fagiolo, avviene la trasformazione delle vibrazioni dei suoni in segnali elettrici. Questi vengono portati al cervello e tradotti in parole , musica, rumori o versi. Ascoltate…..
Sorella REM - ( mentre va a dormire) –Che brutta giornata! A scuola oggi è stata una vera tragedia! …4 in matematica, 5 in italiano, e 9 in musica ! Beh, meno male. Oh la musica …è la mia passione!
Angelo - Ebbene la tirerò su con un bel regalo  ci vuole proprio una bella canzone…
(Canzone” I sogni son desideri” e ballo)
( REM si sveglia) -    Ma ho sognato ! ho ascoltato! Le mie orecchie! Si hanno udito….
Nonno - L’orecchio umano è perfetto, pensa che le onde sonore fanno vibrare il timpano e da qui tre ossicini le trasmettono alle ciglia della coclea. Il nervo acustico opera alla fine, collegando la coclea con il cervello, che come un computer accoglie tutti i suoni e i rumori e li scarica in un file della nostra mente.
8) Narratore - Potremo capire di che suono si tratta, riconoscere la fonte che lo ha emesso,  localizzarlo nello spazio e magari attribuirgli un significato o associargli un’emozione.
REM - Allora è chiaro che la nostra testa custodisce la parte più importante del nostro corpo. Diversamente non potremmo ascoltare gli insegnanti a scuola, il fratellino che piange, il TG …
Nonno - Forse sarebbe meglio non ascoltare il TG; E’ pur vero che ci comunica notizie ed informazioni di vario genere, ma la cronaca è sempre nera! E’ un disastro!
Diavoletto – ( con molto sarcasmo) Che bello il TG. .quanti morti.. quante calamità naturali Che gioia!
9) Narratore - A differenza della vista e dell’udito, le informazioni delle sensazioni olfattive e gustative vengono trasmesse al cervello attraverso recettori del naso e della bocca al tronco encefalico. Queste informazioni vengono trasformate in segnali elettrici, che verranno elaborati e riconosciuti da diverse aree del cervello. Saremo cioè in grado di percepire e distinguere profumi gradevoli da cattivi odori e stabilire quali cibi possono essere mangiati e quali invece andranno evitati per vivere bene.
Signori e signore attenzione vi comunico che la scena che segue vi farà un po’ divertire e sorridere.

 (Musica sottofondo)
( Signora ricca che passa e ripassa sul palco)
Giulia - Hmmm, che profumo di rose.. E’ certamente passata una signora ricca.. Hmm I profumi costano …Solo i ricchi possono comprarseli…Eccola che ritorna Mah….
Signora - Ué guagliuncé ch fai ca?
Giulia -( rivolta al pubblico) Sarà ricca ma è un po’ volgare.
                ( verso la Signora)   - Sto aspettando il BUS
Signora -U che? Ah ho capito devi comprare i findus sono buoni e croccanti
Giulia - (rivolta al pubblico) -La signora è un po’ sorda. ( alla signora) ( Rumori di motori) -Nel Bus c’è il mio ragazzo
Signora - Aspetti u fidanzatin finalmente ho capito. Ogg nun s capisc nient chiù…una volta i fidanzati non si potevano incontrare da soli. C’er semp a cannel cioè il corpo di guardia ..mammà, papà, o i frat dei fidanzati. Sti puverielli nun s potevano dà nemmeno nu vasill!
Mirco - Ciao dobbiamo andare è tardi
Signora - Vai a danzare..Purtatme cu vui…cumm vurria ballà
Giuli -Ma la prego che sta farneticando?
Signora - Portm cu te….cumm vurria ballà. Finalmente ho trovato chi esaudisce il più grande sogno della mia vita e dopo pozz pur murì. Mangiatv stu pezz e cioccolat cumm adora vi farà bene iamm a ballà v preg portatemi
Giulia - hmm come profuma questa cioccolata dove l’ha acquistata? Andiamo insieme a comprarla, vi farà bene fare due passi..
Signora - Si di danza  solo due passi di danza datm nu pizzocott fors sto dormendo
Musica e ballo
(Ballando la signora esce di scena)
Nonno - Caro Mirco, la signora è un po’ sorda non è colpa sua se ha piccolo disturbo uditivo..Hm Avverto un profumo tra rose e cioccolata hmm…
Mirco - Nonno ho fame, vorrei fare una merenda con cioccolata ..che buona! E poi voglio comprare un fascio di rose per la mamma in occasione del suo compleanno.
( Vanno dal fioraio e prendono le rose ma Giulia si punge con una spina)
Giulia ritrae il braccio-  ahi che male!
Nonno - Oh ti sei punto il dito, hai provato dolore. Senz’altro il tuo cervello aveva già memorizzato questa sensazione dolorosa con le spine dei fiori tanto farti reagire con un atto indipendente dalla tua volontà, hai cioè ritratto il braccio per evitare la percezione del dolore. Come è avvenuto tutto ciò?
10) Narratore - Sulla pelle e sui muscoli abbiamo un’infinità di recettori che trasmettono il dolore al talamo e al cervello attraverso il midollo spinale.
11) Narratore -E’, in brevi parole, il cosiddetto arco riflesso. I recettori della pelle non avvertono solo il dolore ma anche attraverso il tatto, se una superficie è liscia o ruvida. Il tatto nei ciechi rappresenta un modo di lettura con un particolare tipo di scrittura. In essi la zona visiva cerebrale si associa a quella tattile.
( Musica sottofondo)

12)  Narratore - Gentili ascoltatori, abbiamo cercato, sognando, di spiegare come funzionano alcune zone del nostro cervello. Entrano ora in scena i ragazzi della favola del “Cappellaio matto”. Tra l’ironia e la comicità della seguente attività teatrale, ascolterete un messaggio di grande valore scientifico. Buon Divertimento!



                                                II SCENA
Il cappellaio matto
Personaggi : Alice, il Cappellaio matto, la Lepre Marzolina,l’Angelo, il Diavoletto,Sorella REM, Fratello REM.

Cappellaio - ( rivolta ad Alice) Ma tu sei un maschio?
Lepre -Non vedi è una femmina?
Cappellaio ( spostando qua e la gli amici di tavola e con grande confusione) Ehi tu mettiti la!
Alice  Che modi che maniere
Lepre  Che scemi
Cappellaio – Noi siamo matti mica scemi. Questa è la mia sedia( fa spostare il Diavoletto dalla sua sedia) Vai via!
Sorella REM – Il Cappellaio matto, non era matto?
Cappellaio – Come ti permetti? Sono più matto di tutti voi, anzi sono più matto di quel matto di quel Cappellaio matto di Lewis Carrol.Lo vedete questo cappello? L’ho lavorato con il mercurio, mi ha danneggiato dal primo all’ultimo neurone ( guardando Alice)
Alice – Ma che sta dicendo? Che c’entro io?
Angelo – Il Cappellaio sta dicendo che il mercurio è una sostanza chimica, che veniva usata nell’ottocento dai Cappellai per lavorare il feltro dei cappelli.
Cappellaio – Tuttavia la sostanza, essendo tossica, danneggiava il più delle volte il sistema nervoso dei cappellai stessi, costretti ad usarla molto durante la lavorazione.
Lepre – Ci sono tante sostanze tossiche per il sistema nervoso, oltre al mercurio, come le leghe che lo contengono, tra le quali anche l’amalgama. Bisogna perciò controllare sempre le etichette sulle sostanze che adoperiamo e leggerne la tossicità.
Diavolo – E’ proprio dall’instabilità mentale dei Cappellai ottocenteschi, che prende origine il detto “ essere matto come un Cappellaio”, a cui si ispira Carrol per creare  il capitolo “ Il Cappellaio matto”.
Fratello REM ( in pigiama) – Sono malati mentali quetsi due?
Cappellaio – Chiedi alla ragazza ( sorella REM), stiamo nel suo sogno.
Sorella REM – ( in pigiama) – Ma che ci fai qui?
Fratello REM – Starai sognando me?
Sorella REM – Pure qui nei sogni mi devi seguire?
Diavolo – Starete sognando la stessa cosa!
Alice – Non è possibile che stiate sognando la stessa cosa?
Lepre – Questo non è un romanzo di fantascienza, questa è la stanza del the.
Cappellaio – Vuoi del the?
Lepre – Ne ho bevuto 777
Diavolo – In genere il the calma la gente! Ma a voi due…
Angelo – Una cosa alla volta ragazzi,quello che hai detto è improbabile ma non impossibile. Recentemente sono stati condotti alcuni studi che non escluderebbero la teoria che due menti possano comunicare anche a distanza.
Cappellaio – Ma è un’ipotesi da prendere con le pinze e se questo sogno è davvero in comune, è più probabile che, poiché i due fratelli sono cresciuti insieme e sono sottoposti agli sottoposti agli stessi stimoli esterni, abbiano sviluppato nel tempo reazioni simili o uguali.
Lepre – Ma in questo caso, è molto improbabile, perché solo uno dei due ha letto il capitolo del Cappellaio matto, quindi lo stimolo è stato ricevuto da un solo cervello, non dall’altro.
Angelo – Gli effetti del the freddo non sono gli stessi in chi lo beve. Quello che hai detto non è del tutto giusto.
Cappellaio – Se il tempo di infusione dura due minuti, il the ha proprietà eccitanti, perché in questo breve tempo viene estratta dalle foglie soprattutto la caffeina.
Lepre – Se l’infusione, invece, dura da tre a cinque minuti, il the diventa un tranquillante, perché, dopo due minuti, nel the viene estratto l’acido tannico, che elimina la caffeina, combinandosi con essa.
Diavolo – Quindi avoi due l’infusione è durata davvero poco
Alice – Wou! Che cosa misteriosa è il sogno! ( sorseggiando il the) Ma è amaro questo the… Voglio andarmene
( fuori campo una voce grida ) Alzatevi  E’ tardi
Sorella REM Andiamo
Cappellaio – Ma come non avete bevuto neanche un po’ di the?
Diavolo – Se dobbiamo diventare come voi preferiamo evitare
Fratello REM – Ora inizia l’incubo vero…la scuola
Angelo – Ma come non sei contento di imparare le cose sul cervello?
Fratello REM si ma il compito in classe no…

                                                III Scena

1) Narratore -Il teatro continua. .in modo del tutto speciale. Dal mondo delle favole ci addentriamo nell’universo delle scienze. La curiosità di scoprire come funziona il mondo che ci circonda, scaturisce dall’anatomia stessa del nostro cervello, che lavora instancabilmente sempre per tutta la vita in sintonia armonica e perfetta con tutti gli organi sensoriali del nostro corpo.
2) Narratore - Fin da quando veniamo alla luce, attraverso le prime conoscenze sensoriali non siamo mai soddisfatti di aggiungere cose nuove, nella sede della memoria della nostra corteccia cerebrale.
3) Narratore - Uomini di grande ingegno, che ci hanno preceduto, hanno messo a dura prova le loro capacità intellettive e cognitive, tanto da farci raggiungere progressi ragguardevoli nel tempo sia nel campo scientifico che in quello tecnologico. La genialità della loro mente unita alle loro capacità intuitive organizzative e creative ci sorprenderanno in questo viaggio che stiamo per intraprendere, perché ci renderemo conto che le invenzioni e le scoperte, che sono state fatte nei secoli fino ad oggi non sono altro che il risultato del nostro PENSIERO
                                     GALILEI E NEWTON
4) Narratore - Il progresso della scienza e della tecnologia ha raggiunto alti confini… Gli scienziati di oggi devono essere grati al Padre del metodo scientifico sperimentale il famoso Galileo Galilei, che ha dedicato tutta la sua vita alle sue scoperte e invenzioni e che ha rischiato per questo motivo di finire arso sul rogo.
Infatti la cultura all’epoca era in mano a pochi cosi detti sapienti, che avevano la pretesa di dare per certe verità che non erano state dimostrate dall’esperienza. Nel giorno della morte di Galileo nacque un altro grande scienziato Isac Newton che scoprì tra tante cose le famose leggi della dinamica. I due scienziati ci raccontano…nella scena che state per guardare…
( Entra Galileo con il mondo tra le mani)
Galileo - Eppur si muove      Eppur si muove
Inquisitore - Abiura  abiura o finirai sul rogo
Galileo - Abiuro    Abiuro
5) Narratore    La teoria geocentrica era allora una verità inconfutabile ma Galileo aveva dimostrato la validità dell’altra teoria quella eliocentrica. La Chiesa rifacendosi ad una frase della Bibbia, aveva scomunicato lo scienziato, che aveva invece tutte le prove per sostenere la verità scientifica della teoria copernicana.
Galileo   (Guardando attraverso il cannocchiale) Oh le macchie solari, la terra si muove evviva! Gira intorno al sole! E’ meraviglioso!
(Canto di Modugno “meraviglioso”)
Assistente - (Viene fatto oscillare un pendolo) Maestro osservate il mio cuore batte in maniera costante
Galileo    avevo già fatto esperienza di ciò nel Duomo di Pisa. Le oscillazioni del pendolo sono isocrone ai battiti cardiaci

Assistente - Evviva, grazie grande scienziato, possiamo finalmente misurare il tempo e i medici valutare la frequenza cardiaca. Sei grande caro maestro

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