Il diavoletto di Cartesio



Il diavoletto di Cartesio fu inventato dal Fisico Francese René des Cartes (italianizzato Cartesio) per dimostrare la validità del principio di Archimede. Il diavoletto era di vetro, cavo all’interno e munito di un foro nella coda. 

Questo, contenendo dell’aria, veniva riempito di acqua fino al punto tale da galleggiare in alto in un cilindro di vetro, anch’esso pieno di acqua fino all’orlo. All’estremità del cilindro veniva messa, in maniera da aderire perfettamente, una striscia sottile di gomma che a sua volta era legata con un filo di spago, strettamente al collo del cilindro. Premendo con le dita sulla parte superiore della gomma, per il principio di Pascal veniva esercitata una pressione su tutta l’acqua del cilindro. L’azione della pressione era efficace anche sul foro del diavoletto. Un po’ di acqua entrava all’interno di esso fino a comprimerne l’aria contenuta al suo interno, ciò lo rendeva più pesante della spinta archimedea,e quindi il diavoletto cadeva giù. Quando poi, si allentava la pressione sulla gomma allontanando le dita da questa, l’acqua fuoriusciva dal diavoletto decomprimendo l’aria in esso contenuta per far risalire a galla il diavoletto, che essendo più leggero veniva spinta dalla forza archimedea.


Nel nostro video il diavoletto non è altro che il coperchio di una penna biro. Il coperchio può essere sostituito da altri oggetti come ad esempio un contagocce o una pipetta ecc.

Con questo esperimento diamo anche la dimostrazione di come funziona un sottomarino dotato di compartimenti stagni, nei quali si fa entrare l’acqua per farlo affondare nel mare e la si fa uscire per farlo risalire a galla. Oppure in maniera esperta se ne fa uscire ed entrare tanta acqua quanto ne basta per lasciare il sottomarino sospeso in acqua, cioè far in modo che il suo peso uguagli la spinta di Archimede.

Foto tratta da Wikipedia (qui l'indirizzo)


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